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Storytelling: qualche spunto iniziale…

Probabilmente fra i termini più abusati degli ultimi anni, viene praticamente utilizzato tutte le volte in cui si faccia riferimento alla comunicazione d’impresa per descrivere le attività “non convenzionali”. Il che – se per convenzionale intendiamo la comunicazione media delle imprese italiane (sopratutto PMI) – è anche corretto, ma sono necessarie alcune precisazioni.

  1. dire storytelling tout court significa una cosa, dire “storytelling d’impresa” ne significa un’altra;
  2. lo “storytelling di impresa” fatto in modo attivo implica un approccio globale, potremmo dire che è come sposare una nuova filosofia;
  3. tale filosofia mette al centro il piano emotivo prima ancora che su quello informativo;
  4. se l’obbiettivo dello storytelling tout court è raccontare al meglio una storia (vedremo in futuro cosa significa “al meglio”), potremmo dire che l’obiettivo dello “storytelling di impresa” è raccontare attraverso le storie.
  5. se fai storytelling d’impresa, beh… devi credere in quello che fai (vedremo in futuro perché).

Per essere sintetici:

Storytelling e basta

Si riferisce al modo di raccontare una storia (talvolta veicolando un messaggio) secondo le tecniche di riferimento dello specifico strumento narrativo considerato: la letteratura avrà i suoi espedienti narrativi, che saranno diversi (in parte) da quelli del cinema o della musica.

Storytelling d’impresa

È una filosofia di approccio alla comunicazione aziendale che metta al centro i valori dell’impresa stessa. Se volessimo semplificare, potremmo dire che fare storytelling d’impresa significa: raccontare valori e non prodotti, anche quando si raccontano prodotti.

Da un punto di vista tecnico lo storytelling d’impresa si divide in storytelling management (il vero core dello storytelling di impresa) e storytelling operativo (che somiglia molto allo storytelling e basta di cui sopra).

Approfondiremo tutti questi aspetti nei prossimi articoli.

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